Un Battito

Questo periodico di carta, inchiostro e pixel è un fatto politico. Senza modestia esso può considerarsi il fatto politico più significativo di lungo periodo in terra Toscana. Certi che a riconoscerlo saranno in pochi tra i pochissimi che, fatta salva la buona fede, intendano ancora qualcosa di politica, ci sarà più facile non distrarci e rivolgere ogni attenzione al nostro unico interlocutore, il cittadino.

A chi si chiedesse il perché di un giornale stampato nell’era del digitale rispondiamo che ne percepiamo il bisogno, per noi che amiamo far politica e per coloro che sentono il bisogno della Politica, quella maiuscola. Nel quotidiano ininterrotto flusso di notizie, in cui rischiamo di ridurci a click e like, intendiamo ergerci ad argine dell’effimero, opponendo pensieri in parole capaci di durare in questo tempo della vacuità del tutto.

Ecco, allora, la voce politica che mancava, urlata eppure muta, dell’impegno civico toscano orientato al centrodestra, civismo autentico che nasce senza calcoli, interprete di valori non negoziabili e senza scadenz, capace di anteporre il campanile alla tessera, i contenuti ai contenitori, il territorio agli ambiti, la comunità ai collegi, l’identità e l’appartenenza al multiculturalismo fallito e disgregante.

Naufraghi del centrodestra vecchia versione, verso il quale non coviamo rancori e del quale non ci sentiamo né reduci né nostalgici, di cui abbiamo conosciuto il poco bene ma sopratutto il male, per averlo molto subìto, spesso tollerato quando non apertamente condiviso. Consapevoli degli errori che l’hanno portato a morte suicida, intesi della necessità del nuovo, sappiamo di poter niente edificare sulle sue rovine e che soltanto operando dal basso verso l’alto, e mai più viceversa, potrà erigersi la nuova e solida casa che cerchiamo e veniamo qui tratteggiando.

Dal basso, dal profondo di questo sentire comune, echeggia il Battito, nel palpito di coloro che non attendono e non credono al leader come redentore delle carenze ed inerzie della politica, di chi non declina principi e valori sulla base dei sondaggi, non abdica le responsabilità agli uffici legali e le cui idee non diventano azione per gli uffici marketing, di chiunque insomma non dipenda dal soldo, specie se altrui, ed alle parole preferisca i fatti.

Avendo chiaro come l’attuale centrodestra diviso non vinca e di come, in ogni cosa, non possa ben governare se non unito da e sui contenuti, perché le unioni premiano quando sono politiche e non soltanto elettorali, saremo a testimoniarvi come comunità e territorio siano servite meglio in una dimensione civica e come il nostro impegno sia anzitutto diretto nei confronti del cittadino, votante od astenuto, e di tutta l’Italia verso la quale abbiamo, come Toscani, un debito da saldare, quello di farci perdonare, dopo aver sempre contributo al progresso civile suo e dell’umanità, l’amarissima epopea dei Rignanesi sull’Arno.

I soliti malpensanti che cercassero l’inganno tra queste righe, sospettando chissà quali interessi perpetrati da chissà quale ghenga, perderebbe quindi il proprio tempo. Qui non scrivono segreterie, portavoce, addetti stampa o ghost writer, troverete sempre e soltanto coloro che parlano come pensano ed operano come parlano.
Saremo assieme a voi sul web, in forma cartacea ogni volta che potremo e riterremo opportuno e fisicamente presenti sulla piazza a rispondere come toscani e come italiani e cittadini di un’altra Europa alla sfide del nostro tempo, nella nostra piena ed incondizionata libertà, fermandoci soltanto a meta raggiunta per poi, da quella, fare nuova partenza, fino all’ultimo battito.
Vittorio Fantozzi