LA CITTÀ DI MASSA E LE SUE ROVINE

La levata di scudi contro la surreale gettata di verde sotto il palazzo del Comune è sacrosanta (era difficile non arrivare almeno ad una goliardica presa in giro). Il fatto che un deputato espressione del territorio ed il sindaco ne abbiano a lungo dibattuto, sui cosiddetti ‘social’ e non solo mi ha però portato ad alcune considerazioni, purtroppo tristi.

La nostra città ha perso altri quattro anni, tutto, nel migliore dei casi, è rimasto fermo oppure, nel peggiore, stiamo andando sempre più a fondo: nel lavoro, nel sociale, nello sviluppo. Temi che non sono stati all’ordine del giorno di questa Amministrazione, di questa maggioranza e dell’opposizione per lo più addormentata ed inesistente, fatta eccezione del consigliere Benedetti, l’unico in Consiglio comunale a ricordare quello che la minoranza dovrebbe fare. Sono passati inutilmente quattro anni ed ancora di più rispetto al passato, il centro sinistra, con i suoi litigi, con il suo gioco delle parti, è riuscito ad anestetizzare politica, cittadinanza e dibattito politico. Ho citato tre temi (ce ne sarebbero altri, a cominciare dalla Sanità e dalla sicurezza) che sono spariti dalle priorità politiche ed amministrative di chi da decenni ci governa. In questo sono stati (consciamente o non) bravissimi, facendo poi passare per straordinario quello che è ordinario (qualche rotonda, qualche iniziativa domenicale e poco altro). Temi essenziali dimenticati anche per l’idea malsana che un Comune non si possa occupare dello sviluppo del proprio territorio. Eppure avrebbe anche la più facile e naturale sponda di Regione e Governo, anch’essi governati dallo stesso partito del sindaco, del consigliere regionale (e comunale), dei deputati che (purtroppo) esprime la nostra città. E allora la bocciatura di questa Giunta è sacrosanta, non c’è stata (peraltro non c’era dall’inizio) una visione per Massa, un programma serio per ricostruirla. Questa è stata la Giunta della resa alla crisi del nostro territorio, una resa incondizionata. Ma rischiamo di arrivare a nuove elezioni dove i cittadini andranno, sempre meno e sempre più per inerzia, a votare sapendo già che è nelle urne che si gioca la partita tutta interna alla sinistra locale (e regionale) con gli altri schieramenti a partecipare senza giocarsela. Coloro che invece non si vogliono arrendere, coloro che amano questa città e non la vogliono vedere affondare sempre più giù comincino, velocemente, il percorso che porti ad uno schieramento unito, politico e civico, ma che emerga come l’alternativa seria, chiara, concreta al nulla che avanza (anzi, che è avanzato e scaduto). Un’alternativa per Massa, per il suo futuro, per il lavoro, per i più deboli e per ridare dignità ad un intero territorio.

Alessandro Amorese