Capannori sotto assedio da slogan e iniziative di sola facciata

Nel grigiore della conduzione amministrativa di molti enti locali, si può dire che il Comune di Capannori si distingue per una calma piatta interrotta frequentemente da una ridda di proclami estemporanei, osannanti e autorefenziali, che denotano proprio una totale assenza di progetto politico a lungo respiro. La “Capannori in movimento” all’apparire del vero, si scopre che ha ristretto alcune vie principali, ha tentato di realizzare “ecologiche piste ciclabili che terminano su incroci o addirittura nei campi, organizza concerti, ricicla pannolini, allestisce gazebo di “Pandora”, ma lascia le luci spente, le strade piene di buche, le mense delle scuole a scarso gradimento. Per non parlare delle grandi infrastrutture come la nuova viabilità su cui non si è mai pronunciato a favore e aspetta che gli venga imposta dall’alto, il polo tecnologico, contenitore enorme e costoso rimasto inutilizzato, l’avveniristico asilo nido inaugurato diverse volte e ammarcito dopo un anno di esistenza, l’ospitale della via francigena, ancora in attesa di apertura, per ritardi nella rendicontazione del contributo regionale. Ma tant’è, da quando il Sindaco è diventato anche Presidente della moribonda Provincia, si ha l’impressione che usi questa nuova carica per avere maggiore visibilità, a discapito dell’impegno sempre minore in Comune, compensato però dalla frenetica rincorsa a dichiarare Capannori “città” contro ogni buon senso geogra co e antropologico, forse (secondo lui)anche perché l’accoglien- za sempre e comunque degli immigrati, darà nuova consistenza anagra ca ed etnica alla popolazione di domani! La calma piatta dell’Amministrazione comunale può essere una conseguenza anche delle vicende politiche del partito di maggioranza che registra per ora confusi tentativi di schieramento tra le posizioni renziane, a Lucca dominanti e quelle “rossiane” nella piana emergenti, che però accennano timidamente ad a acciarsi no a che non vincerà (se mai vincerà) il Tambellini. E così il Consiglio comunale, gestito in maniera egemone dal Sindaco e dal PD, tira a campare tra posizioni preconcette, malumori a fatica sopiti, aspettative e promesse di veri che sempre rimandate, senza rispetto né dialogo con l’opposizione che costante- mente rileva e denuncia le gravi carenze politiche e amministrative. Se il quadro è esatto, non dovrebbe essere di cile partire da queste osservazioni per assemblare un quadro politico antagonista che converga sull’analisi, a li le lame e si prepari a costruire un futuro serio di attenzione ai cittadini, di esame dei veri problemi, soprattutto quelli della ordinaria gestione, con un progetto di sviluppo del territorio redatto e governato dal Comune, senza vivere di rendita sui contributi regionali o statali. Per rendere credibile e concreto il progetto è necessario costruire un fronte agguerrito ora di opposizione in grado di diventare poi, forza di governo, senza che personalismi di uomini e di partito tendano a prevalere solo per ottenere visibilità. Sulla scia di quanto sta avvenendo a Lucca (dove ci auguriamo che il Santini vinca) la proposta più potabile che riuscirà ad incarnare tale disegno è quella di avviare un percorso di ra orzamento delle attuali liste non schierate, magari anche la nascita di qualcun’altra, con forze giovani, determinate, spinte dalle necessità delle frazioni, dalle esigenze del mondo del lavoro, dalle opportunità turistiche ed agrituristiche, dall’associazionismo e dal volontariato da rivalutare e appoggiare. Un lavoro meticoloso, costante, in raccordo e funzionale con i partiti del centro destra, che poi si sforzi di individuare alcune persone preparate e capaci da lanciare come portastendardo del nuovo progetto che guarda alto e lontano. Due anni sono pochi, ma i tempi possono essere ridotti se si riscontra una unità di intenti e di valori, attorno ad un’alternativa ben costruita e ben comunicata ai cittadini che ora sembrano rassegnati e annoiati, ma se stimolati, sono convinto che riescano a scuo- tersi, a reagire e a dirigersi verso un nuovo orizzonte.

Andalù